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Musica

Suoni in movimento: 40 anni di canzone italiana letta in chiave acustica

Per il suo quinto appuntamento Suoni in movimento, la rassegna organizzata da N.I.S.I.ArteMusica, il 19 giugno prossimo si sposta a Verrone, presso la Sala Falseum del Castello Vialardi, per il concerto del Trio D’Arna impegnato in una rilettura in chiave acustica dei grandi classici della canzone italiana del secondo ‘900 e delle sue forme precorritrici. Protagonisti del concerto saranno: Luca Ricci canto, percussioni ed arrangiamenti, Barbara Abati flauto traverso, Lucia Bellucci chitarra impegnati nella rilettura dei grandi successi di Tarquinio Merula con il suo Chanson D’Aube, della PFM con l’intramontabile Impressioni di settembre, di Alberto Rabagliati con la sua Mattinata fiorentina, del Banco del Mutuo soccorso con Requiescant in pacem, di Francesco Guccini con la bellissima L’Albero ed io, del Quartetto Cetra con la sua Però mi vuole bene, di Achille Togliani e Nilla Pizzi con la loro incantevole La luna si veste d’argento, dei Mecano con la loro Figlio della luna, di Natalino Otto con la sublime Sul mare luccica e dei Righeira con la loro storica L’estate sta finendo.

Il concerto sarà preceduto, come da tradizione, da una visita guidata alle ore 15,30 presso gli stupendi spazi di questo castello. Il Castello Vialardi di Verrone è un edificio di origine medioevale che ospita un’interessante collezione di oggetti e utensili di quel mondo contadino che fu artefice del paesaggio agricolo circostante. A sud, le sale decorate tra Sei e Settecento ospitano il Museo del Falso – Falseum, un viaggio al tempo stesso divertente, utile e istruttivo all’interno di un mondo intricato e a volte rischioso: quello della bugia umana. Un coinvolgente allestimento multimediale e interattivo svela gli inganni più o meno intenzionali che hanno fatto storia, dal celebre documento della “Donazione di Costantino” fino all’attualità.

Così – Luca Ricci – “Nel corso della seconda parte del sec XIX prese piede un nuovo genere musicale, derivato dall’aria d’opera, ma destinato, almeno inizialmente, a contesti domestici e feste private: la romanza da salotto. Semplificando l’aria d’opera dal punto di vista armonico e formale, le romanze da salotto assunsero progressivamente un posto sempre più importante sul mercato musicale dell’epoca, sorretto dalla vendita degli spartiti per canto e pianoforte. Quando nel primo ‘900 le invenzioni della radio e del fonografo iniziarono a diffondere le musiche registrate, la commistione fra generi, sempre esistita ma alimentata dal solo ascolto dei concerti da parte dei compositori, godette di una rapida accelerazione. La romanza da salotto si alleggerisce, si inquadra in una struttura fatta di frasi ripetute, e soprattutto si muove al ritmo di cellule ritmiche esotiche, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti e dal sud America. La canzone d’autore italiana, intesa come erede della romanza da salotto, nonché dell’aria da operetta, si diffonde, discograficamente parlando, a partire dagli anni ’20, evolve il suo linguaggio nel corso di tutto il secolo scorso e vive ancora ai giorni nostri. Proporne una selezione può apparire facile, grazie all’immensa libreria di classici d’autore dalla quale attingere, ma l’imbarazzo della scelta a volte può creare qualche difficoltà agli artisti che intendono cimentarsi in questo repertorio. Noi abbiamo optato per brani (fra i tanti) dove il linguaggio musicale sa farsi veicolo delle emozioni e dei sentimenti trasmessi dai testi, che riteniamo essere il nucleo sul quale si costruisce l’arte del cantar leggero. E a proposito di canto, se 100 anni fa era il cosiddetto “bel canto” a farla da padrone, se dopo la seconda guerra mondiale lo stile dei cantanti swing influenza quello dei cantanti nostrani, che nel corso degli anni ’60 si trasformano addirittura in “urlatori”, la canzone d’autore resta sempre legata ad un modo di cantare educato, al porgere con grazia musica e parole, alla ricerca della bellezza anche se rispetto alla sua nobile antenata, tutto il suo essere è più piccolo e semplice”.

Il biglietto d’ingresso (prenotazione consigliata tramite SMS o WhatsApp  al 370/3031220 oppure all’indirizzo mail segreteria@nuovoisi.it entro le ore 12.00 del giorno del concerto) è di €. 8,00 euro (ridotto, €. 5,00 euro, per i soci N.I.S.I. e per le convenzioni con Città Studi e UPBEduca; gratuito per i minori di 12 anni).