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DI VISIONI MUSICALI

Il nuovo album dei Rhapsódija Trio

Fra Tradizione Italiana Jazz e Musica dell’Est Europa

Esce per Sensible Records (Edizione Ishtar) il nuovo progetto musicale dei Rhapsódija Trio dal titolo Di Visioni Musicali. Dopo oltre trent’anni di musica sui palchi di tutto il mondo, otto album all’attivo di cui l’ultimo (Un mondo, a pezzi) nel 2019 poco prima della Pandemia, i Rhapsódia tornano a produrre un album che faccia il punto sul loro viaggio nella musica, quella della grande tradizione italiana e quella di una creatività, la loro, contemporanea giocata sempre sul filo sottile che annoda scrittura e improvvisazione. Da sempre nelle loro note troviamo: l’improvvisazione di derivazione jazz, etnica con elementi di rock e la sua libertà ed energia travolgente; i ritmi e le armonie coinvolgenti del klezmer e in generale dell’Est Europa. E fra i mille colori una nota è sempre comune: il potere della musica di costruire ponti fra culture diverse.

Nadio Marenco (fisarmonica), Luigi Maione (chitarre e voce) e Adalberto Ferrari (clarinetti, sassofoni e fiati etnici) propongono un progetto musicale ambizioso che cerca di abbattere e le barriere culturali attraverso la forza della musica. La combinazione dei diversi generi e l’originale tecnica di arrangiamento promette di offrire un’esperienza indimenticabile e di arricchire il panorama musicale internazionale. I brani proposti nel progetto includono opere appositamente composte dai musicisti del trio, alternati a suggestivi pezzi di musica dell’Est, tra cui Der Gasn Nigun, Romanian Train e Hicaz Mandira e altri, tutti arrangiati in modo personalissimo nello stile di Rhapsòdija Trio. La ricchezza della diversità in musica è come un affascinante mosaico, dove ogni tassello aggiunge un colore unico al quadro complessivo. In questo intreccio di linguaggi sonori, si creano un’armonia e una sintonia universali che trascendono confini e culture, ricordandoci che, proprio come nella vita, è nella diversità che risiede la nostra vera forza e bellezza.

La copertina

La copertina è tratta da un’opera di Narciso Bresciani tratta dalla serie Orizzonti. Una scelta ovviamente per nulla casuale perché, come ricordano gli stessi membri del Trio: “Abbiamo scelto di accostare Orizzonti alla nostra musica perché nelle sue crepe e stratificazioni riconosciamo la stessa tensione, libertà e immaginazione che ci guidano quando suoniamo. È un paesaggio che diventa racconto, memoria e apertura: una vera e propria “visione musicale” che accompagna il nostro viaggio.”. Le crepe e stratificazioni sono proprio l’anima del lavoro di Bresciani che così descrive questo ciclo di opere in argilla policroma quasi sempre bidimensionali in basso o altorilievo: “L’importanza della interazione tra forma e colore si manifesta sempre con il ritmo tonale e musicale, concettualmente si relaziona con il pensiero e alle molteplici declinazioni, interpretazioni della parola stessa orizzonte. Uno sguardo su quello che ci circonda, specchio, panorama di emozioni e sentimenti, diventa metafora e sguardo verso un non limite, qui la forma si relaziona con l’anima ed il proprio sentire.”

Biografia

RHAPSÒDIJA TRIO

Sono un ensemble che ha segnato la storia della world music con le sue interpretazioni appassionate e per il virtuosismo dei suoi membri. Fondato oltre tre decenni fa, il Rhapsòdija Trio ha incantato il pubblico di tutto il mondo con la sua capacità di trasmettere emozioni profonde e di portare nuova vita alle composizioni tradizionali o originali attraverso particolarissimi arrangiamenti. Il Rhapsòdija Trio è stato fondato nel 1993 da Maurizio Dehò insieme ai musicisti Cosimo Gallotta e GianPietro Marazza. La formazione si stabilizza dopo alcuni anni con due musicisti di straordinario talento come il chitarrista e poeta Luigi Maione cantautore del Club Tenco – autore di due libri (uno di racconti e una raccolta di poesie) e 3 cd da solista – e il virtuoso fisarmonicista Nadio Marenco, dotato di grande tecnica, gusto musicale e sensibilità davvero a tutto tondo, che insieme, hanno deciso di unire le loro forze per esplorare il vasto repertorio della musica del mondo, con particolare attenzione all’est Europa. Sin dal loro primo concerto, il trio ha ricevuto lodi unanimi dalla critica e ha guadagnato un seguito fedele di appassionati. Durante gli oltre trenta anni di carriera, il Rhapsòdija Trio ha pubblicato numerosi album acclamati, ha collaborato con grandi personaggi del mondo del cinema e della televisione come Silvio Soldini (Pane e Tulipani, Agata e la Tempesta) Moni Ovadia (diversi spettacoli). Antonio Albanese (Non c’è Problema, Rai 3) ancora i registi Kiko Stella (Come si fa un Martini), Paolo Rosa, Lucio Pellegrini (E allora Mambo), Angelo Ruta, Marta Mezsaros (La settima stanza), Alessandro D’Alatri, Enzo Monteleone (La vera vita di Antonio H), la Compagnia di danza Abbondanza-Bertoni (Mozart Strasse), (Spartacus spettacolo di teatrodanza rappresentato in Italia, Europa, Africa e Sudamerica). Attraversa progetti e circuiti diversi: musica classica e lirica (Società del Quartetto, Musicamorfosi), arte, moda (Romeo Gigli, Replay & Sons, Cafasa), pubblicità (Opel Astra 16 V), musica leggera. Famosa la rielaborazione di Vacanze Romane per e con Antonella Ruggiero. Recentemente, il Rhapsòdija Trio ha vissuto un importante cambiamento con l’ingresso del clarinettista polistrumentista Adalberto Ferrari, musicista noto per il suo talento e la sua versatilità, al posto di Maurizio Dehò che, per motivi personali lascia il Trio. Questo cambiamento segna l’inizio di un nuovo capitolo per il Trio e si arricchisce di nuove influenze e prospettive anche in ambito etno-jazz. Adalberto Ferrari porta con sé un bagaglio di esperienze che spazia da progetti solistici in diversi ambiti sia jazz, che world music, che classici, alle collaborazioni con moltissime altre formazioni di grande prestigio. La sua energia e la sua visione artistica sono già evidenti nelle prime esibizioni con il trio, dove ha dimostrato di sapersi integrare perfettamente, aggiungendo allo stesso tempo una nuova dimensione al suono del gruppo. L’entrata di Adalberto Ferrari non rappresenta solo un cambio di componente, ma una vera e propria svolta artistica per il Rhapsòdija Trio. La nuova tendenza unita alla straordinaria capacità degli altri componenti del gruppo Luigi Maione e Nadio Marenco, colonne storiche dell’ensemble, di cogliere, integrare, rielaborare e sviluppare in modo creativo le nuove idee, ha portato il trio in una dimensione che valorizza e potenzia tutto il suo passato di grande successo proiettandolo verso il futuro. Questa nuova visione integra in maniera significativa l’improvvisazione, esplora repertori e propone interpretazioni e arrangiamenti innovativi e originali dei brani, mantenendo sempre l’eccellenza che ha caratterizzato il trio fin dalle origini. I concerti futuri vedranno il trio affrontare sfide musicali inedite e grandi collaborazioni, ampliando ulteriormente il loro già vasto repertorio. Questo spirito di innovazione e apertura è alla base del successo duraturo di Rhapsòdija Trio e promette di portare nuove emozioni al pubblico. In conclusione, il Rhapsòdija Trio si appresta a scrivere un nuovo capitolo nella sua già illustre storia. Vi invitiamo a unirvi a noi in questo viaggio musicale, pronti a essere sorpresi e commossi dalle nuove interpretazioni e dai progetti entusiasmanti che ci attendono. È in preparazione il nuovo lavoro discografico che vedrà il realizzarsi della presente proposta concertistica.

Formazione

Luigi Maione chitarrista, compositore e poeta (Premio Poesia C. Capodieci) (Menzione d’onore Memorial Sermoneta). Partecipa come cantautore e chitarrista a diverse trasmissioni televisive (RAI, Mediaset, Telemontecarlo, Videomusic, Telelombardia), lavora nel circuito della musica leggera e della pubblicità, suona in varie formazioni in Italia e all’estero con la sua band Partenope Latina e il gruppo di salsa Los Gemala. Allievo del maestro Daccò (armonia), di Giorgio Cocilovo (chitarra). Partecipa con contributi musicali ad alcune colonne sonore con musiche di Giovanni Venosta (“Pane e Tulipani” e “Agata e la Tempesta” di Silvio Soldini.). Ha lavorato con Giovanni Nuti e Lucia Bosè nel progetto Alda Merini; con la danzatrice del ventre e attrice portoricana Kesia Elwin nello spettacolo di danza del ventre (e video) Harem. Ha lavorato e inciso con la band afro-beat, Mamud Band, col sassofonista Massimo Cavallaro, col cantante e flautista israeliano Eyal Lerner e con l’ Ensemble arabo- israeliano NUYALLA, con cui ha tenuto concerti per la pace in tutta Italia. Nel 2017 ha realizzato il suo primo cd cantautoriale “ASSASSINI SI NASCE” con 9 tracce di sua composizione. A maggio del 2019 è uscito il secondo cd “PAROLA DI FRANZ!” (sempre con brani originali), presentato a Milano il 2 giugno per l’Etichetta Alter Music. Nel dicembre 2020 ha pubblicato presso Maurizio Vetri edizioni il suo libro di racconti “Il diario di Mister Ics e altri racconti.” Nel giugno 2022 pubblica il cd “GRANCIRCO”, con 11 brani originali. Nel dicembre 2022 pubblica una raccolta di poesie intitolata “MACERIE LIRICHE”, ed. Maurizio Vetri.

Nadio Marenco fisarmonicista, ha conseguito la laurea in fisarmonica presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano con lode. Svolge attività di concertista in solo, formazioni ed orchestre sia in Italia che all’estero. Presente sul palcoscenico di Sanremo 2017 con la star internazionale Mika. Ha suonato le fisarmoniche negli ultimi due dischi di Francesco Guccini “Canzoni da ritorto”, premiato con disco di platino, e “Canzoni da Osteria”, appena uscito. Ha collaborato e inciso con Ornella Vanoni, Tosca, (in uscita) , Adriana Asti, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, Enzo Jannacci, Roberto Piumini, Federico Buffa, Milva, Alessandro Haber, Memo Remigi, Alessio Nebiolo, Rhapsòdija Trio, Iva Zanicchi, Bruno Gambarotta, Gipo Farassino, Gianni Coscia, Giovanni Falzone, il gruppo brasiliano Selton. Dal 2008 fa parte del Rhapsòdija Trio con il quale si è potuto esibire nello Spettacolo Internazionale “Aqua” svoltosi a Laikipia nella Rift valley in Kenya, nella trasmissione di RadioRai3 FahreNight, nello spettacolo Exilio e PPP con Moni Ovadia. Con il Trio ha registrato per l’etichetta Sensible Records ed un brano è stato utilizzato come ambientazione musicale dalla “Volvo” per un famoso spot televisivo. Sempre con il Rhapsòdija Trio ha ricevuto il Premio Internazionale della Musica “Forenza Music Award” durante la Settimana delle Nazioni, I edizione. Fisarmonicista nell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova durante la prima mondiale del Musical Sinfonico “Un Americano a Parigi”. Ha prestato il suono della sua fisarmonica anche per la colonna sonora del telefilm “Donne” per Rai1 e lo spot televisivo “Grano Armando” nonché a vari altri spot, cortometraggi e lungometraggi di Rai 1, Rai 2, Rai 3, Canale 5, Rete 4 e RSI svizzera. . E’ stato insignito del Premio Miriam Fumagalli all’interno del Festival Fiati ai libri 2017 per la sonorizzazione del libro “Piazza del diamante” di Mercè Rodoreda letto poi da Maria Pilar Perez Aspa. Recente ospitesolista dell’orchestra Toscanini di Parma, sotto la guida del dir. Alessandro Nidi, per il 43° premio Sport e Civiltà, trasmesso in diretta dalle reti Rai. Vincitore del Primo Premio nel concorso per fisarmonicisti solisti “Rotary Milano” Docente nella classe di fisarmonica del Conservatorio Claudio Monteverdi di Bolzano e in fisarmonica e musica da camera presso il Liceo Musicale Paolina Secco Suardo di Bergamo.

Adalberto Ferrari clarinettista, sassofonista, polistrumentista e compositore. Musicista eclettico, attivo soprattutto nell’ambito jazzistico, classico ed etnico. Definito ”Il viandante della musica” (Stefano Cazzato 4arts.it), è un esploratore musicale da sempre interessato al rapporto fra tradizione e contemporaneità, predilige Il linguaggio cosi detto “crossover”, una sorta di concentrato delle esperienze vissute nei vari ambiti senza barriere stilistiche, con un approccio al mondo dei suoni curioso, personale e aperto. Clarinettista fra i più richiesti, suona sia in contesti di musica classica che contemporanea, in ensemble di jazz e di improvvisazione. Due Lauree, in clarinetto e in Discipline Musicali ad indirizzo jazz . E’ docente Titolare di cattedra di clarinetto presso il Conservatorio Statale di Musica “Arrigo Pedrollo” di Vicenza. Per lo stesso conservatorio ha ideato e progettato il master di I livello in “Woodwind Doubler”, unico in Italia riconosciuto da MUR. Ha costituito con Andrea Ferrari il duo NovoTono, (www.novotono.com) con il quale ha registrato Wanderung (amirani 2008), On War (amirani 2009), Overlays (parmafrontiere 2018) Wood (winds) at work (Aut Records 2020). Formazione di punta nell’ambito jazzistico contemporaneo classificatasi nella TOP TEN di Musica Jazz al sesto posto per la categoria miglior gruppo italiano 2018. Dal 2018 NovoTono collabora in trio con Gianluigi Trovesi nel progetto NRG Bridges. Il disco del trio Intertwined Roots edito dal Parco della Musica ottiene nel 2021 il secondo posto nella TOP TEN di Musica Jazz. E’ stato co-fondatore di uno fra i più importanti quartetti di clarinetti Italiani , il “Quartetto Martesana”, gruppo di riferimento per molti quartetti consimili, menzionato nel libro “La letteratura Italiana per clarinetto” di Adriano Amore . Con il Quartetto Martesana ha pubblicato per Antes Concerto due lavori discografici,“Four Clarinets” contenente fondamentali opere di repertorio e alcuni lavori in prima esecuzione assoluta e “Divertimenti e Notturni”, un doppio CD contenente l’integrale delle opere da camera di W.A.Mozart per clarinetto, corni di bassetto e voci in collaborazione con Antony Pay, Sergio Foresti, Gloria Banditelli, Marinella Pennicchi. Ha fatto parte dell’Orchestra Giovanile Italiana ed ha collaborato con diverse orchestre ma da sempre concentra la sua attività suonando in gruppi da camera, ensemble jazz e crossover collaborando anche con I.C.A (International Clarinet Association). Ha registrato per diverse emittenti radiofoniche e televisive in diversi ambiti musicali (MTV, Radio RAI 2, Radio RAI 3, RSI, Radio Classica, Radio della Suisse Romande, Radio Saarbruken) . E’ stato invitato nell’ambito di moltissimi Festival nazionali e internazionali con diverse formazioni ad es. Bergamo Jazz, Ascona Jazz Festival, Piacenza Jazz Festival, Parma Frontiere jazz Festival, Jazz Sous Les Pommiers (Normandia), Music Pool Festival, Festival casa del jazz di Roma, Festival Una striscia di terra feconda, festival di Hanko (Finlandia), Gustar Music Festival (Moldavia) e molti altri.  Collabora con l’ensemble L’Arpeggiata di Christina Pluhar per il progetto innovativo “Handel Goes Wild,” che fonde il barocco e il jazz. E’ il direttore dell’Orchestra Maniscalchi, con la quale ha effettuato diversi tour di concerti nei principali teatri italiani, a titolo di esempio La Fenice di Venezia, Manzoni di Milano, Ponchielli di Cremona, Politeama di Palermo, Auditorium Verdi e Blue Note di Milano e molti altri. Ha suonato con moltissime formazioni di diversa estrazione artistica in molte delle principali città del mondo da Pechino a New York, in gran parte d’Europa e Italia. Ha registrato come titolare o collaborazioni circa 30 lavori discografici. Dal 2013 fa parte del jazz ensemble “Critical Mass” diretto da Enrico Fazio, formazione che ha ricevuto diversi e autorevoli riconoscimenti per il CD “Shibui” (fra le prime 10 formazioni classificate per Musica Jazz-formazione dell’anno 2013). Per l’Università Bicocca di Milano è stato docente nei laboratori sulla creatività e sui linguaggi non verbali. Recente la pubblicazione del volume “Creative Studies For Clarinets” per l’Accademia Italiana Del Clarinetto.

Track by Track

For Gégé

Composizione di forte impatto firmata da Adalberto Ferrari, For Gégé sfugge a ogni facile catalogazione. È un viaggio musicale che attraversa con disinvoltura territori diversi: jazz, rock, klezmer, fino a lambire le coste più instabili del free. I tre musicisti non si limitano a eseguire, si ascoltano, si rincorrono, si sfidano in un dialogo serrato, dove ogni frase è al tempo stesso costruzione e improvvisazione. La loro intesa si rivela in una narrazione collettiva fatta di tensioni e distensioni, improvvise aperture e minuziose architetture.

Viazoy

Brano tradizionale klezmer rivisitato in chiave fortemente improvvisativa, dove la melodia si snoda tra momenti di rarefazione e slanci di pura sublimazione. Particolarmente inaspettato è l’inserimento della distorsione nella chitarra elettrica durante il chorus del suo primo solo, scelta che conferisce al pezzo un’impronta più moderna, rispetto all’origine del brano.

Papirossn

Brano tratto da un’opera teatrale del compositore, poeta e sceneggiatore Herman Yablokoff, Papirossn, viene qui reinterpretato con un’introduzione dal sapore prog, caratterizzata da un’improvvisazione su tempo dispari. Il tema originale emerge gradualmente, intrecciandosi con momenti di pura improvvisazione e dialoghi sonori tra i tre strumentisti, in un continuo gioco di equilibrio tra struttura e libertà espressiva.

Czarda

Come suggerisce il titolo, questo brano di Nadio Marenco si ispira alla tradizionale Czarda, danza popolare ungherese, riprendendone la struttura e lo spirito narrativo. L’andamento alterna sezioni dal ritmo morbido a momenti più incalzanti, tra swing e atmosfere musicali affini, creando un gioco dinamico di contrasti. Nel finale, in modo inaspettato e ironico, emerge una citazione di Volevo un gatto nero, celebre brano di Armando Soricillo e Francesco Saverio Maresca, che chiude il pezzo con un tocco di leggerezza e sorpresa.

La Maschera Rosa

Questo brano (testo di Luigi Maione, musica di Adalberto Ferrari,) si può considerarlo un preludio al brano successivo “Ballata da teatro”. Il testo de “La Maschera Rosa” è il recitato di un frammento poetico, tratto dall’omonimo monologo di Luigi Maione.

Ballata da Teatro

Una composizione musicale di Adalberto Ferrari che evoca quel tipo di teatro di strada, vagante, sgangherato, tra un paese e l’altro, a narrare il teatro della vita, tra malinconia e sogno. Una melodia che cammina scalza tra i vicoli come il viaggio dei saltimbanchi, e inciampa nei ricordi della gente, tra i sorrisi e gli applausi dei passanti. Ogni scena di questo viaggio è l’ultima, o la prima di un cammino che si ripete all’infinito…

Zapping

Un brano di Luigi Maione con tempo dispari, che si muove con naturalezza tra suggestioni urban, groove funk e calde sfumature mediterranee, fino a lambire atmosfere di musica popolare e spingersi verso paesaggi latin jazz.

Il titolo ricorda davvero il “cambiare canale” su una TV. E’ un continuo alternarsi di forme e atmosfere, che cambiano ritmo e scenario a seconda dei momenti. Il mix è costruito come un flusso continuo, più vicino a una narrazione sonora che a un brano tradizionale. Non ha una struttura strofa-ritornello, ma si evolve attraverso sezioni che si susseguono senza soluzione di continuità.

Nigun Null

Una musica di Nadio Marenco. E’ un pianto senza parole, attraversato da gesti virtuosistici e tensioni armoniche che si dissolvono in un approdo quasi sacro in mi minore, prima di cedere il passo al ritmo irregolare e terreno del nigunklezmer. Nel suo breve arco, il brano evoca un movimento interiore: un passaggio tra intimità e esposizione, tra sospensione e slancio, come un respiro profondo prima del cammino.

Der Gasn Nigun

Tradizionale brano klezmer, completamente reinterpretato dal trio in chiave minimale ed evocativa. Il clarinetto basso e la chitarra elettrica stravolgono la fisionomia originaria del pezzo, spingendolo verso territori inattesi che sfumano nel blues, nel jazz e nella musica d’ambiente. La fisarmonica ne arricchisce il contenuto con un fraseggio lirico dal sapore vagamente francese. L’improvvisazione è l’anima pulsante del brano, e ne guida lo sviluppo in un’atmosfera notturna, metropolitana, rarefatta e a tratti psichedelica, dove le radici tradizionali si dissolvono in un linguaggio nuovo e molto personale.

Mazel Tov

Un altro brano nato dalla tradizione klezmer, ma che si apre a contaminazioni sonore inaspettate: le sue radici klezmer dialogano con le vibrazioni del dub, le ritmiche del reggae e le improvvisazioni del jazz e del blues. Un viaggio musicale che, dopo un percorso ricco di sfumature, torna a casa nel finale, riconnettendosi con l’energia festosa del ritmo klezmer.

Afasia

Una composizione di Luigi Maione che prende il titolo dall’omonima opera poetica dello stesso autore, presente nella raccolta di poesie “Macerie Liriche” edizioni Maurizio Vetri. Il brano si apre con una musica e un’atmosfera ispirate alla grande tradizione melodica italiana, tra sogno e spaesamento, per poi evolversi, nel finale, in una vivace digressione che intreccia sonorità klezmer e musica popolare, con un ritmo incalzante e carico di energia. Verso la parte conclusiva del brano è presente anche una sezione cantata.

Monica

Composizione di Nadio Marenco, Monica si sviluppa come un flusso armonico e melodico libero, privo di una struttura precostituita, guidato più dalla forza evocativa della poesia che da rigide logiche musicali. La narrazione si dipana con la sensibilità e la maestria del compositore, mentre fisarmonica, chitarra e clarinetto intrecciano un dialogo espressivo. Di tutto il racconto sonoro, i tre strumenti amplificano l’intensità emotiva lungo tutto il percorso del brano.

Firn Di Mekhutonim Aheym

Tradizionale brano klezmer, originariamente suonato durante i matrimoni per accompagnare i consuoceri al termine della cerimonia. Di questa versione, i tre musicisti offrono un’interpretazione radicalmente trasformata, arricchendolo con sonorità multiformi che evocano paesaggi desertici e atmosfere sospese. Il finale sorprende con l’inserimento di due citazioni musicali: Misirlou e un altro brano di origine balcanica: Mujo Kuje.

La Maschera Rosa

di Luigi Maione

– testo recitato –

“Già, è l’ora di punta della mia messa in scena…

Studio recitazione tutte le notti, eppure, ad ogni albeggiare mi sento sempre

impreparato. Eccola la mia vita, vernice buttata a caso su fogli di strada, note appese

per la gola sui pentagrammi dei giorni a battere il tempo. E il mio corpo, il mio corpo

dalle mille sfumature, di sole, di pioggia, di cielo, di città, di fiume, mare, carne,

carne obbediente, carne oscena, in giro tra i balocchi del mondo.

Il teatro è già pieno, si va in scena come tutti i giorni e le ore, i minuti, i passi falsi e

quelli indovinati per caso. È una triste e allegra ballata, il valzer della nostalgia di un

tempo non ancora vissuto. E le luci… le luci sono perfette per le occasioni mancate.”

Il teatro come metafora della vita: fin dalla prima riga (“… è l’ora di punta della mia messa in scena”) il teatro non è un luogo fisico, ma un palcoscenico esistenziale, su cui si rappresenta la vita interiore e quella sociale. La “messa in scena” è quindi l’atto del vivere, interpretando un ruolo che, paradossalmente, non si riesce mai a imparare del tutto (“ad ogni albeggiare mi sento sempre impreparato”).

E la realtà viene rappresentata come un caos di elementi senza senso apparente (“vernice buttata a caso su fogli di strada”): un senso di smarrimento e inadeguatezza che prova il narratore: la vita come un’opera astratta, un “pentagramma” che tratteggia il tempo di una melodia incomprensibile.

Il corpo stesso dell’io diventa un luogo di confine tra reale e immaginario…

E poi l’ineluttabilità del vivere (“si va in scena come tutti i giorni e le ore…”)

Si alternano “passi falsi” e “quelli indovinati per caso”, come ad affermare che la vita, più che un atto consapevole sia un’improvvisazione continua. Nel finale, la definizione della vita come una “triste e allegra ballata” e un “valzer della nostalgia di un tempo non ancora vissuto” sottolinea l’ambivalenza tra ciò che è e ciò che si desidererebbe che fosse (si rimpiange ciò che non è mai accaduto). Le “luci perfette…”, dunque, come illusioni e desideri che amplificano l’aspetto illusionistico del teatro-vita.

Afasia

di Luigi Maione

– testo della sezione cantata –

“Contro il muro, contro il muro

Stamattina il mondo si è svegliato

Faccia al muro, faccia al muro

A chi tocca, a tutti toccherà!

Contro il muro, contro il muro

Stamattina il mondo si è fermato

Spalle al muro, spalle al muro

A chi tocca, a tutti toccherà!”

Questo “muro” può essere interpretato su due piani distinti ma complementari.

Dal punto di vista esistenziale, il limite invalicabile del non senso della vita: in questa prospettiva, l’unica via per affrontarlo è attribuire alla propria esistenza un significato personale, scelto e costruito soggettivamente.

Una seconda lettura, forse più aderente al contesto attuale del mondo intorno, è quella politica. Il “muro” diventa metafora delle barriere imposte dal sistema socio-politico e culturale contemporaneo: siamo costretti a confrontarci con una drammatica crisi di valori: la deriva morale, il crollo etico e il degrado politico e culturale del nostro tempo (guerre, discriminazioni, razzismo, classismo, sfruttamento…). In un’epoca in cui si auspicava un’evoluzione dell’umanità, ci troviamo invece a fare i conti con un mondo ancora profondamente ingiusto.

Il brano si chiude con una voce elettronica che avverte: “Attenzione questa non è l’uscita…”, una frase ambigua che esprime smarrimento ma anche la spinta a cercare una via d’uscita autentica, un modo per superare lo stato di spaesamento che pervade.

DISCOGRAFIA
Stare’ Mesto – (Sensible / Ishtar) 1994
13 Tanghi – (De Agostini Editore) 1995
Spartacus – (Etichetta Nota) 1997 premiato dalla giuria dei lettori di Folk Bulletin come migliore CD dell’anno
iatria – (Sensible / Ishtar), prodotto da Piero Milesi (arrangiatore di Anime Salve, ultimo disco da studio di Fabrizio De Andrè)
Fango di quartiere – (Nota) 2003
Poetical Roentgen Kabinet (Sensible / Ishtar) 2008
Chant De Joie Et De Regret (Sensible / Ishtar) 2011
Un Mondo, a pezzi (Sensible / Ishtar) 2019

Lavori per il Cinema

Importanti registi si sono avvalsi della collaborazione del Rhapsòdija Trio, che compare in numerose colonne sonore: ; Agata e la Tempesta, di Silvio Soldini (2004); Pane e Tulipani, di Silvio Soldini (2000); Come si fa un Martini, regia di Kiko Stella (2000); Il Mnemonista, con apparizione in video, regia di Paolo Rosa (2000); Allora Mambo, regia di Lucio Pellegrini (1999); Animali Felici, di Angelo Ruta (1998); La Settima Stanza, di Marta Meszaros (1997); Senza Pelle, di Alessandro D’Alatri (1994); La Vera Vita di Antonio H, di Enzo Monteleone (1994); Dov’è Yankel, con apparizione in video, di Paolo Rosa (1994); Un’anima divisa in due, di Silvio Soldini (1993); Making Mnemo.diario, viaggio nella lavorazione del film Il Mnemonista, di Giuseppe Baresi (2000); Documentario Panchine, di Giuseppe Baresi, sulla condizione dei senzatetto a Milano- Gianpietro Marazza (tratto dal cd iatria, 2001); Appunti Partigiani, di Giuseppe Baresi (spettacolo all’ex Paolo Pini di Milano, 25 aprile 2001).

Lavori per il Teatro

Le collaborazioni con Antonio Albanese: L’Uomo Bomba e la Donna Cannone; l’incisione di alcune musiche di scena per gli spettacoli teatrali, musiche inserite nel CD Da Giù al Nord a Uomo (1999, musiche di M. Cavallaro); la partecipazione al programma Non c’è Problema (Rai 3, 28 febbraio 2003, per il monologo di Michele Serra e Antonio Albanese L’uomo bomba e la donna cannone – brano Notturno di Luigi Maione (tratto dal cd iatria), il brano è inserito nel DVD Personaggi pubblicato da Einaudi nel 2006. Porrajmos – Voci da uno sterminio dimenticato: Rom e Sinti nell’Europa della seconda guerra mondiale di e con Dijana Pavlovic e Claudio Migliavacca (ultima rappresentazione Roma, Ara Pacis, 25 gennaio 2007; riprese e interviste RAI SAT);Lampi: Luci taglienti a Nord-Est, Sarcasmo e travolgenti lampi di ironia nella musica e nelle parole dell’Europa oltrecortina con Rhapsòdija Trio, Rachel O’Brien, mezzosoprano, Silvia Mandolini, violino, Alessandro Bonetti, violino musiche di G. Kurtag, D. Shostakovic, tradizionali, Rhapsòdija Trio – Letture da Istvan Orkeny, W. Szymborska, Paolo Rumiz -Voce recitante Debora Mancini, da un’idea di Saul Beretta, regia di Massimiliano Cividati;Aspettando Godot di Samuel Beckett, un’inedita versione con musica dal vivo per la regia di Massimiliano Cividati con Marco Cacciola, Pietro Pilla, Silvio Da Rù, Raffaella Bonivento, produzione Aia Taumastica (Milano, Teatro Litta, gennaio-febbraio 2004);  Macbeth, con la Società del Maggio Drammatico di Costabona – Teatro dell’Arte, rassegna Shakespeare a Milano (1997); Lucifero, spettacolo tratto dal poema di M. Eminescu, con la voce recitante di Margareta von Kraus. L’impossibile amore di Lucifero – il primo astro della sera e l’ultimo prima del mattino – per una splendida fanciulla terrena è visto come metafora dell’ infelicità causata dall’irrealizzazione in campo artistico. Musiche composte dal Trio ed eseguite dal vivo (1998) Sentiero Color Cenere, di Dijana Pavlovic e Claudio Migliavacca.Toccante rappresentazione dedicata alla cultura zingara, su testo originale e poesie rom, in collaborazione con Opera Nomadi Milano e Comunità Rom e Sinti italiane. Musiche eseguite dal vivo (2000) Boxando Boxando di Angelo Lamberti, con Benedetta Laurà, regia di Mattia Sebastiano Giorgetti. Musiche originali di Gian Pietro Marazza, eseguite dal vivo da Rhapsòdija Trio ( 2001) Uomini sotto il sole, libero adattamento teatrale dall’omonimo romanzo di Ghassan Kanafani , traduzione di Isabella D’Acquisto. A cura di Mattia Sebastiano Giorgetti, con Benedetta Laurà, Musiche Rhapsòdija Trio, con alcuni brani inediti di G.P. Marazza Profumi e Balocchi, recital sulla seduzione di inizio ‘900 dall’Operetta a Frank Sinatra, con Sonia Milan – Produzione Studio Festi (2003) Klezmertango, concerto-spettacolo sui legami e le influenze tra i due generi.Con la cantante argentina Maria Isabel Garcìa, interventi di Furio Biagini e Pablo Martin Dreizik (ottobre 2004, ideazione I Viaggi dell’Arcastella, Torino). Exilio, concerto-spettacolo dedicato all’esilio degli ebrei raccontato con i tanghi del mondo ebraico. Con Moni Ovadia

Lavori per la Teatro e Danza

Nel 1995 ha inizio la lunga avventura di Spartacus, spettacolo allestito dalla Compagnia di Danza Abbondanza-Bertoni su progetto musicale Rhapsòdija Trio (coreografie di Michele Abbondanza, aiuto alla drammaturgia / regia di Bruno Stori). Il balletto, rappresentato in Italia e in numerose rassegne internazionali, è ispirato agli spettacoli circensi itineranti e alla condizione, tenera e un po’ malata, del guitto sempre in cerca di un applauso (per estensione, dell’artista e dell’ uomo sul palcoscenico della propria vita). Spartacus con Abbondanza Bertoni . In scena tre ballerini (Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Maria Tullia Pedrotti) e i tre musicisti, che, tra esplosioni di comicità clownesca e momenti di grande struggimento, li accompagnano passo passo per tutta la durata dello spettacolo. Ancora per il balletto, segnaliamo la collaborazione con la coreografa ungherese Eva Magyiar, che ha scelto le musiche del Trio per la messa in scena dello spettacolo Rockaby (Gruppo di danza e teatro fisico The Shamans, tournée europea, con Mike Shepherd (Kneehigh Theatre) 1997). Appunti Partigiani con Lella Costa e Marco Paolini

LIRICA

Dal 1999 la collaborazione con alcuni esponenti della lirica, come la mezzo-soprano Angelica Cathariou o il baritono Lorenzo Castelluccio, impegna il Trio nella rielaborazione di brani classici, arie d’operetta e romanze d’autore (Léhar, Ravel, Bizet, Tosti). Un progetto corposo, che gli consente di portare melodie e composizioni già famose a suggestioni più ruvide, sentite, quasi di strada, in un racconto del passato che ne sia fascinazione, ma anche ritorno ad origini comuni e a rinnovati vigori.In particolare segnaliamo lo spettacolo-recital tra musica, poesia e divertimento Zingaro Incanto, di Lorenzo Castelluccio e Rhapsòdija Trio (prima rappresentazione luglio 99, Villa Simonetta, sede della Scuola Civica Musicale di Milano) Con la cantante mezzosoprano Rachel ‘O Brien gli spettacoli: EST IS BEST e GIPSY IRISH (voce narrante Andrea Zaniboni)

KLEZMER

Considerato tra gli esponenti più prestigiosi nella ricerca musicale klezmer, nonostante la sua origine goy (gentile, non ebreo), il Trio è spesso chiamato dalle comunità ebraiche italiane a presenziare manifestazioni religiose e culturali. Dal gennaio 2000 collabora con l’Ensemble Vocale Shlomot dell’israeliano Eyal Lerner, impegnato nell’esecuzione di musica sacra e popolare ebraica, soprattutto sefardita e ashkenazita, e musica sacra cristiana. Nel progetto – Concerti della Pace – Eyal Lerner e Rhapsòdija Trio incontrano la musica araba dell’ Ensemble Makhoul (il libanese Makhoul Ghazi, Oud, canto; Rachid Guenniaoui, violino; Driss Mouih, percussioni). Un entusiasmante programma di incontro fra le tre religioni per la diffusione di una nuova cultura della pace attraverso la musica.

ROM – SINTI – MANOUCHE

La musica zingara è un antico amore del Trio. Pur essendo gagi (non zingari), i tre musicisti hanno da sempre approfondito le tematiche, non solo musicali, legate a tali culture, partecipando a varie manifestazioni, feste, incontri di solidarietà, in collaborazione con Opera Nomadi e Comunità Rom e Sinti italiane. Nel dicembre 2002 presta alcune musiche tratte dal proprio CD iatria alla realizzazione di Mi sun ROManes, di Paolo Poce, su testo di Mario Cuomo (produz. Dropout Officina dell’Immagine), documentario sulle comunità Rom e Sinti Milanesi. Dal gennaio 2006 presenta lo spettacolo teatrale Porrajmos di e con Dijana Pavlovic e Claudio Migliavacca (ultima rappresentazione Roma, Ara Pacis, 25 gennaio 2007; riprese e interviste RAI SAT)

ARTE

La qualità lirica ed evocativa delle sue musiche fa del Trio il commento sonoro ideale per mostre e gallerie d’arte. Ricordiamo tra tutte la partecipazione alla Mostra Antologica “100 Anni di Gabriele Mucchi” (giugno 99, Castello Sforzesco di Milano); e alla mostra di Aldo Mondino (Milano, dicembre 99, Palazzo Reale). E al Piccolo Teatro con Paolo Limiti

PUBBLICITA’

– Spot pubblicitario (in Italia e all’estero) Opel Astra 16V, regia di Alessandro D’Alatri: brano Milonga de Ternura tratto da Stare’ Mesto- Pubblicità-progresso Invito alla Lettura, regia di Maurizio D’Adda: brano Solidarity Suite tratto dal cd Stare’ Mesto– Spot pubblicitario di Volvo S60, “Tarot” nel 2009 con il brano Milonga de Ternura (nuova versione) tratto dall’album Chant de joie et de regret. – Spot di Pasta Armando, Il sogno di Armando con la regia di Luca Miniero- Italia 1, Promo di rete: brano Viandante tratto dal cd iatria – – Rai Radio 3, Sigla programma pomeridiano Gli Italiani e lo Sport: brano Si Sappia che…

Tra le tante collaborazioni musicali Esibizioni con Maria Colegni ed il suo gruppo Blu di Prussia, gli spettacoli del Mosaik Group con il contrabbassista Luca Garlaschelli, la collaborazione con il Mitteleuropa Ensemble di Mario Fragiacomo. Il terzo cd di Maione “GRANCIRCO” (musiche e testi di Luigi Maione) vede protagonisti esecutori tra gli altri, Maurizio Dehò al violino, Nadio Marenco, fisarmonica, Adalberto Ferrari, clarinetto, gralla catalana e flauto d