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Cinema

Cinemagia: l’arte che si fa mestiere e diventa cinema.

Nasce Cinemagia: una testata che si pone il compito di raccontare il mondo del cinema e tutte le figure professionali che ne fanno parte: dalla produzione, con il suo profilo sia economico che artistico, ai protagonisti del set: dal regista agli attori, senza trascurare i macchinisti, gli elettricisti, gli scenografi, gli sceneggiatori, i musicisti, i montatori della post – produzione, i doppiatori, i curatori degli effetti speciali, fino ai curatori dello stile e della moda, ai truccatori e hair stylists e ai costumisti di scena.
Ma a Cinemagia ancora non basta: fra gli obiettivi della testata anche raccontare la storia della più giovane tra le sette arti che vanta già un secolo di pellicole, dagli anni venti ad oggi. Per questo merita un occhio di riguardo il mestiere del restauratore, a cui Cinemagia dedica uno spazio di riguardo.

La mission

Per la settima arte ci vuole “mestiere”. Il cinema, l’arte più giovane e la più complessa, racchiude in sé tutta la sapienza delle altre arti. La pittorica e fotografica, che determina la qualità delle immagini del direttore di fotografia, l’arte letteraria, che davvero non può mancare nella penna dello sceneggiatore, che scrive il racconto filmico. Sul set sono fondamentali la sapienza architettonica dello scenografo e la cultura musicale con un’ampia Weltanschaung compositiva del musicista, che tradurrà il lungometraggio in un racconto fatto di note. Ma il cuore della scena è nelle mani degli attori, che riescono a calarsi in mille personaggi, dando vita ogni volta ad un piccolo miracolo di verità, accompagnati nel loro viaggio in un iper-mondo fantastico dalle mille professioni, che ruotano intorno a loro sul set, con grande maestria e altrettanta leggiadria, come fantasmi operosi pronti a scomparire dalla scena al battere del ciak. L’anima del set è il regista, che come un direttore d’orchestra riassume tutta questa sapienza, in un unico canovaccio: la pellicola. Noi di Cinemagia vogliamo raccontare questo mondo, fatto di professionalità e anche di ciò che noi chiamiamo “mestieranza”: professionalità acquisita nelle scuole di alta specializzazione, nelle università e negli istituti professionali, accompagnata dall’esperienza del mestiere, tramandata da un secolo, dagli artigiani del set. Esattamente come il giornalismo, anche il cinema è l’arte del racconto e non si studia sui banchi di scuola, ma consumando le suole delle scarpe e mangiando la polvere delle strade dei marciapiedi del mondo. Per questo far parte di una troupe è come andare in missione, che puoi dire quando inizia, ma non quando finisce l’ultimo ciak, prima del quale nessuno può permettersi di tornare dall’iper-mondo di cui ha deciso di far parte, rinunciando, seppure temporaneamente, a vivere nella normale realtà.

Una scelta di vita, non di professione, che richiede una vocazione, a cui in molti si sono avvicinati, ma pochi sono riusciti. Uno su mille ce la fa, cantava Gianni Morandi, riferendosi alla musica – che pure fa da padrona nelle scene dei film – e dunque è a maggior ragione vero per i mestieri del cinema.

Noi li raccontiamo davvero tutti: dalla produzione, che è l’organizzazione economica ed artistica, ai protagonisti del set: dal regista agli attori, senza trascurare i macchinisti, gli elettricisti, gli scenografi, gli sceneggiatori, i musicisti, i montatori della post – produzione, i doppiatori, i curatori degli effetti speciali, fino ai curatori dello stile e della moda, con truccatori air stylists e costumisti di scena.

Ma a noi di Cinemagia ancora non basta: noi vogliamo esagerare, raccontando la storia di questa, che seppure è la più giovane tra le sette arti, ma che vanta già un secolo di pellicole, dagli anni venti ad oggi. Per questo merita un occhio di riguardo il mestiere del restauratore, a cui noi dedichiamo uno spazio di riguardo.

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