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Musica

ParmaJazz Frontiere Festival: incontro con i suoni e le culture dal mondo

Dopo la felice inaugurazione con Dominique Pifarély & François Couturier, per la XXVII edizione del ParmaJazz Frontiere Festival (17 settembre – 6 novembre) sarà un weekend all’insegna del viaggio fra i popoli, le culture e i suoni. In programma, infatti, il concerto dell’European Jazz Workshop previsto per sabato 1 ottobre edel sassofonista sardo Enzo Favata con The Crossing Quartet nella giornata di domenica 2 ottobre.

Appuntamento quindi sabato 1 ottobre alle ore 20,30 presso il Teatro Farnese con The European Jazz Workshop: un progetto nato nel 2019, finanziato dalla Comunità Europea attraverso il programma Erasmus+, per mettere in rete cinque Conservatori (Parma, Oslo, Norimberga, Amburgo e Glasgow) e cinque festival europei (Oslo Jazz Festival, Edinburgh Jazz and Blues Festival, Nue Jazz di Norimberga, ElbJazz di Amburgo e ParmaJazz Frontiere) e per creare e sviluppare una cultura europea comune che parli a tutta l’umanità attraverso il linguaggio universale della musica e della poesia. Venti giovani musicisti provenienti dai cinque Conservatori coinvolti si ritroveranno a Parma per suonare insieme, conoscersi, improvvisare e comporre. Condivideranno idee, rifletteranno su guerra e pace e poi si esibiranno in un concerto che si terrà sabato 1 ottobre al Teatro Farnese, inserito nel ParmaJazz Frontiere Festival. Si tratta dell’ultima sessione del progetto The European Jazz Workshop: la sessione di Parma, a cura di Roberto Bonati, approfondirà in particolare il rapporto tra composizione e improvvisazione nella musica per orchestra. 

Terzo appuntamento per la XXVII edizione del ParmaJazz Frontiere Festival domenica 2 ottobre,alle ore 17:00 il Festival si sposta presso la Dallara Academy con il concerto di The Crossing Quartet, il progetto di Enzo Favata al sax soprano, Simone Graziano al pianoforte, fender rhodes, synth bass, Pasquale Mirra al vibrafono ed elettronica e Marco Frattini alla batteria: una musica visionaria, al sapore selvatico del Mediterraneo, che si lega con ritmi ipnotici dell’Etiopia e alle atmosfere balinesi, miscelate da un sapiente uso dell’elettronica e dell’improvvisazione, una poesia dalla potenza sonora unica. Entrare in contatto con questa band significa quindi immergersi in un caleidoscopio di suoni e stili musicali dalle molteplici forme. Un vortice di minimalismo, space rock, jazz contemporaneo, musica elettronica e world jazz; il tutto legato dall’originalità espressiva del sax soprano e del clarinetto basso del leader, nonché dalla forza dinamica dei suoi compagni di viaggio.